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2 ottobre 2026

PUN e PSV in aumento: conviene bloccare il prezzo di luce e gas?

PUN e PSV tornano su livelli elevati: scopri cosa sta succedendo ai prezzi di luce e gas, cosa può cambiare in bolletta e quando può avere senso valutare un’offerta a prezzo fisso.

PUN e PSV in aumento: conviene bloccare il prezzo di luce e gas?

2 ottobre 2026

Il mercato dell'energia torna a essere sotto pressione.

Il PUN, il principale riferimento per il prezzo all'ingrosso dell'energia elettrica, il 2 ottobre 2026 si attesta a 216,17 €/MWh, pari a circa 0,216 €/kWh.

Anche il mercato del gas si mantiene su livelli elevati: per la consegna del 2 ottobre, il prezzo del gas al PSV si colloca intorno a 0,812 €/Smc. oai_citation:1‡PMI.it

Sono valori da tenere sotto controllo soprattutto per chi oggi ha un'offerta a prezzo variabile.

Ma questo significa che bisogna correre a bloccare il prezzo?

Non necessariamente.

La domanda corretta è un'altra:

quanto costa oggi proteggersi da eventuali ulteriori aumenti e come si confronta questo costo con le condizioni della propria fornitura?

PUN e PSV: cosa sta succedendo?

Il PUN è il riferimento utilizzato per il prezzo all'ingrosso dell'energia elettrica.

Il PSV è invece il principale riferimento utilizzato nel mercato italiano del gas naturale.

Quando un'offerta è indicizzata, il prezzo della materia prima può variare in funzione dell'andamento dell'indice previsto dal contratto.

In parole semplici:

se l'indice sale, il costo della materia energia può aumentare.

Se l'indice scende, può diminuire.

È proprio questa la principale differenza rispetto a un'offerta a prezzo fisso.

PUN: quanto è aumentato nel 2026?

Il dato più interessante non è soltanto quello di oggi.

La media del PUN di settembre 2026 è stata di 207,54 €/MWh, il valore mensile più alto registrato nel 2026.

A febbraio, per esempio, la media era stata di 114,41 €/MWh.

In altre parole, nel corso del 2026 il mercato elettrico ha attraversato una fase di forte aumento, soprattutto negli ultimi mesi. oai_citation:2‡PMI.it

Per chi ha un'offerta indicizzata, questo andamento può avere un impatto sulla componente energia della bolletta.

E il gas?

Anche il mercato del gas ha registrato un aumento significativo nel corso dell'anno.

La media del PSV di settembre è stata di circa 0,843 €/Smc, rispetto a circa 0,377 €/Smc registrati a febbraio secondo i dati relativi alla componente di approvvigionamento pubblicati da ARERA. oai_citation:3‡PMI.it

Anche in questo caso, però, è importante non confondere il valore dell'indice con il prezzo finale della bolletta.

Il costo effettivamente sostenuto dal cliente dipende dalle condizioni economiche della propria offerta e dalle altre componenti della fornitura.

Perché oggi si torna a parlare di prezzo fisso?

Il contesto attuale merita attenzione anche per un altro motivo.

Dal 1° ottobre 2026, ARERA ha comunicato un aumento del 37,3% del prezzo di riferimento dell'elettricità per i clienti vulnerabili serviti in Maggior Tutela.

L'aumento riguarda esclusivamente i circa 3 milioni di clienti vulnerabili ancora serviti in Maggior Tutela.

Secondo ARERA, l'incremento è legato soprattutto all'aumento dei costi di acquisto dell'energia, che riflette le aspettative di crescita del prezzo all'ingrosso e i livelli elevati registrati nel trimestre precedente. oai_citation:4‡Arera

Attenzione: quel +37,3% non significa che tutte le bollette elettriche aumenteranno del 37,3%.

Il dato riguarda infatti uno specifico servizio e una specifica categoria di clienti.

È però un indicatore importante del livello di tensione che sta interessando il mercato dell'energia.

Cosa può succedere nei prossimi mesi?

Questa è la parte più difficile da prevedere.

Nessuno può sapere oggi quale sarà il PUN o il PSV tra qualche mese.

Chi rimane su un'offerta indicizzata mantiene la possibilità di beneficiare di eventuali ribassi del mercato, ma rimane esposto anche a possibili aumenti.

Chi sceglie un'offerta a prezzo fisso, invece, può ottenere una maggiore stabilità del prezzo della materia energia per il periodo previsto dal contratto.

Quindi la domanda corretta non è:

"Il prezzo fisso conviene?"

La domanda corretta è:

"Quanto mi costa oggi la stabilità rispetto al rischio di ulteriori aumenti?"

E se le misure contro il caro energia non fossero sufficienti?

Le misure pubbliche possono incidere sulla spesa energetica delle famiglie e delle imprese, ma non eliminano necessariamente l'esposizione alle dinamiche del mercato all'ingrosso.

Per questo, in una fase caratterizzata da prezzi elevati e da una situazione ancora incerta, può avere senso conoscere anche le alternative a prezzo fisso disponibili oggi.

Non significa necessariamente sottoscriverle.

Significa sapere cosa offre il mercato e poterlo confrontare con quello che si sta pagando attualmente.

Quando può avere senso bloccare il prezzo?

Un'offerta a prezzo fisso può essere interessante quando il prezzo proposto è competitivo rispetto alle condizioni che il cliente ha attualmente e quando la maggiore stabilità rappresenta un valore per quella specifica situazione.

Ma attenzione a un errore molto comune.

Non basta guardare il prezzo in €/kWh o €/Smc.

Bisogna considerare anche:

  • spread o prezzo fisso applicato;
  • costi di commercializzazione;
  • eventuali costi fissi;
  • perdite di rete e altre componenti previste dall'offerta;
  • durata delle condizioni economiche;
  • consumi effettivi del cliente.

Un prezzo fisso apparentemente conveniente può quindi non esserlo nel confronto complessivo.

E se PUN e PSV continuassero a salire?

È questo lo scenario che preoccupa maggiormente chi oggi ha un'offerta indicizzata.

Se gli indici dovessero continuare a crescere, il costo della materia prima potrebbe aumentare e riflettersi sulle forniture indicizzate, secondo le condizioni previste dai singoli contratti.

In questo caso, avere già bloccato un prezzo competitivo potrebbe permettere di ridurre l'esposizione a ulteriori aumenti dell'indice per il periodo previsto dall'offerta.

Ma anche qui c'è un punto fondamentale:

non basta sapere che il mercato sta salendo. Bisogna sapere a quale prezzo è possibile bloccarlo oggi.

Quindi conviene cambiare?

La risposta non è automaticamente sì.

E non è nemmeno automaticamente no.

Dipende dalla situazione di partenza.

Per capire se un cambio può avere senso bisogna confrontare:

  • il prezzo attuale della fornitura;
  • il consumo annuo;
  • l'indice utilizzato;
  • lo spread applicato;
  • i costi fissi;
  • il prezzo fisso disponibile oggi;
  • la durata delle condizioni economiche;
  • la struttura complessiva dell'offerta.

Solo dopo questo confronto è possibile capire se esiste davvero un'opportunità.

Perché il prezzo più basso non è necessariamente sinonimo di offerta migliore.

Il punto di vista di Comparami

È proprio per questo che in Comparami non partiamo dall'idea che cambiare sia sempre la soluzione.

Confrontiamo la situazione attuale con le alternative disponibili.

E il risultato può essere molto semplice:

CONVIENE APPROFONDIRE

DA VALUTARE

NON CONVIENE CAMBIARE

A volte può essere conveniente bloccare il prezzo.

A volte può essere più sensato rimanere su un'offerta indicizzata.

E a volte la scelta migliore può essere semplicemente non cambiare nulla.

Perché confrontare non significa necessariamente cambiare.

Significa capire se cambiare conviene davvero.

Hai una bolletta luce o gas?

Se vuoi capire se oggi esiste un'opportunità concreta, puoi far confrontare la tua situazione con le condizioni disponibili.

Prima di cambiare, confronta.

ANALIZZA LA TUA BOLLETTA